Alle nostre richieste del comunicato n.7
la DC ha risposto con un comunicato di due frasi. Di questo
comunicato si può dire tutto tranne che è
"chiaro" e "definitivo". Nella prima
frase la DC afferma la sua "indefettibile fedeltà
allo stato, alle sue istituzioni, alle sue leggi".
Che di questo stato della borghesia imperialista la DC
è il pilastro fondamentale non è una novità;
le leggi dello Stato Imperialista la DC non solo le rispetta
ma, scegliendosi di volta in volta i complici, le leggi
le fa, le impone e le applica sulla pelle del proletariato.
Basta ricordare l'ultimo pacchetto di leggi speciali varate
con un decreto del governo Andreotti con cui si sancisce
il diritto delle varie polizie del regime di perquisire,
arrestare, torturare, chiunque e dovunque, senza alcun
limite della propria ferocia. Per far queste leggi la
DC e il suo Governo hanno impiegato poco più di
un quarto d'ora e i loro complici le hanno felicemente
approvate. Quindi, la prima frase del comunicato della
DC non dice con chiarezza assolutamente nulla rispetto
alla nostra richiesta dello scambio di prigionieri politici.
Da parte nostra riaffermiamo che Aldo Moro è un
prigioniero politico e che il suo rilascio è possibile
solo se si concede la libertà ai prigionieri comunisti
tenuti in ostaggio nelle carceri del regime. La DC e il
suo Governo hanno la possibilità di ottenere la
sospensione della sentenza del Tribunale del Popolo, e
di ottenere il rilascio di Aldo Moro: diano la libertà
ai comunisti che la barbarie dello Stato imperialista
ha condannato a morte, la "morte lenta" dei
campi di concentramento.Nessun equivoco è più
possibile, ed ogni tentativo della DC e del suo Governo
di eludere il problema con ambigui comunicati e sporche
dilatorie manovre, sarà interpretato come il segno
della loro viltà e della loro scelta (questa volta
chiara e definitiva) di non voler dare alla questione
dei prigionieri politici l'unica soluzione possibile.
Da più parti ci viene richiesto
di precisare in concreto quali siano i prigionieri comunisti
a cui la DC e il suo Governo devono dare la libertà.
Innanzi tutto nelle carceri, nei lager
di regime sono rinchiusi a centinaia dei proletari comunisti,
l'avanguardia del movimento proletario che lotta e combatte
per una società comunista.Tra questi ci sono dei
condannati alla "morte lenta": sono quei compagni
che nel seno della lotta proletaria hanno imbracciato
il fucile, hanno scelto di porsi alla testa del movimento
rivoluzionario e di costruire l'organizzazione strategica
per la vittoria della rivoluzione comunista e l'instaurazione
del potere proletario.
Mentre ribadiamo che sapremo lottare per
la liberazione di tutti i comunisti imprigionati, dovendo,
realisticamente, fare delle scelte prioritarie è
di una parte di questi che chiediamo la libertà.
Chiediamo quindi che vengano liberati: SANTE NOTARNICOLA,
MARIO ROSSI, GIUSEPPE BATTAGLIA, AUGUSTO VIEL, DOMENICO
DELLI VENERI, PASQUALE ABATANGELO, GIORGIO PANIZZARI,
MAURIZIO FERRARI, ALBERTO FRANCESCHINI, RENATO CURCIO,
ROBERTO OGNIBENE, PAOLA BESUSCHIO e, oltre che per la
sua militanza di combattente comunista, in considerazione
del suo stato fisico dopo le ferite riportate in battaglia,
CRISTOFORO PIANCONE.
Chi cerca di vedere per il prigioniero
Aldo Moro una soluzione analoga a quella a suo tempo adottata
dalla nostra organizzazione a conclusione del processo
a Mario Sossi, ha sbagliato radicalmente i suoi conti.
A questo punto le nostre posizioni sono
completamente definite, e solo una risposta immediata
e positiva della DC e del suo Governo, data senza equivoci,
e concretamente attuata potrà consentire il rilascio
di Aldo Moro.
SE COSÌ NON SARÀ TRARREMMO
IMMEDIATAMENTE LE DEBITE CONSEGUENZE ED ESEGUIREMO LA
SENTENZA A CUI ALDO MORO È STATO CONDANNATO.
La DC e il suo Governo nel tentativo di
scaricare le proprie responsabilità incaricano
(ma anche in questo caso non vogliono essere chiari) la
Caritas Internationalis a prendere "contatti".
Noi, allo stato attuale delle cose, non abbiamo bisogno
di alcun "mediatore", di nessun intermediario.
Se la DC e il suo governo designano la
Caritas Internationalis come loro rappresentante e la
autorizzano a trattare la questione dei prigionieri politici,
lo facciano esplicitamente e pubblicamente.
Noi non abbiamo niente da nascondere,
né problemi politici da discutere in segreto o
"privatamente".
Alcune personalità del mondo borghese,
e alcune autorità religiose, ci hanno inviato con
molto clamore appelli cosiddetti umanitari per il rilascio
di Aldo Moro. Ne prendiamo atto, ma non possiamo fare
a meno di nutrire qualche sospetto; che cioè dietro
il presunto spirito umanitario ci sia invece un concreto
sostegno politico e propagandistico alla Democrazia Cristiana,
e sia in realtà un "far quadrato" intorno
alla cosca democristiana come sta avvenendo per tutte
le componenti nazionali e internazionali della borghesia
imperialista e delle sue organizzazioni, da quelle americane
a quelle europee.
Ora queste insigni personalità
hanno tredici nomi di altrettanti uomini condannati a
morte, e per la liberazione dei quali hanno la possibilità
di appellarsi alla DC e al suo Governo in nome della stesa
"umanità", "dignità cristiana"
o altri "supremi ideali" ai quali dicono di
riferirsi dimostrando cosi la loro proclamata imparzialità
ed estraneità ad ogni calcolo politico. Sta ad
essi dimostrare che il loro appello si pone veramente
al di sopra delle parti e non è invece una subdola
e turpe mistificazione, e che i nostri sospetti nei loro
confronti sono soltanto dei pregiudizi. Libertà
per tutti i comunisti imprigionati! Creare, organizzare
ovunque il potere proletario armato! Riunificare il movimento
rivoluzionario costruendo il partito comunista combattente!
Per il Comunismo.