L'interrogatorio del prigioniero prosegue
e, come abbiamo già detto, ci aiuta validamente
a chiarire le linee antiproletarie, le trame sanguinarie
e terroristiche che si sono dipanate nel nostro Paese
(che Moro ha sempre coperto), ad individuare con esattezza
le responsabilità dei vari boss democristiani,
le loro complicità, i loro protettori internazionali,
gli equilibri di potere che sono stati alla base di trent'anni
di regime DC, e quelli che dovranno stare a sostegno della
ristrutturazione dello SIM. L'informazione e la memoria
di Aldo Moro non fanno certo difetto ora che deve rispondere
davanti a un Tribunale del Popolo. Mentre confermiamo
che tutto verrà reso noto al popolo e al movimento
rivoluzionario che saprà utilizzarlo opportunamente,
anticipiamo tra le dichiarazioni che il prigioniero Moro
sta facendo, quella imparziale ed incompleta che riguarda
il teppista di Stato Emilio Taviani. Non vogliamo fare
nessun commento a ciò che Moro scrive perché,
pur nel contorto linguaggio moroteo che quando afferma
delle certezze assume la forza di "velate allusioni",
esprime con chiarezza il suo punto di vista su ciò
che riguarda Taviani, i suoi giochi di potere nella DC,
e le trame in cui è implicato.
Ma anche la nostra memoria non ha difetto,
ricordiamo il teppista Taviani e la sua cricca genovese
con in testa il "fu" Coco, Sossi, Castellano,
Catalano montare pezzo per pezzo il processo di regime
contro il gruppo rivoluzionario XXII Ottobre, distribuire
ai comunisti combattenti secoli di galera che nella sua
ottusità controrivoluzionaria avrebbe dovuto essere
una tremenda lezione per il proletariato genovese, togliergli
ogni speranza e possibilità di lottare per il Comunismo.
Le cose non sono andate cosi e questo pupazzo manovrato,
finanziato, protetto dai vari padroni americani sappia
che ogni cosa ha un prezzo e che prima o poi anche a lui
toccherà pagarlo.
Nonostante quanto già abbiamo detto nei precedenti
comunicati, gli organi di stampa continuano la loro campagna
di mistificazione, volendo far credere l'esistenza di
"trattative segrete" o di misteriosi "patteggiamenti";
riteniamo necessario ribadire che questo è ciò
che vorrebbe il regime, mentre la posizione della nostra
Organizzazione è sempre stata e rimane: NESSUNA
TRATTATIVA SEGRETA. NIENTE DEVE ESSERE NASCOSTO AL POPOLO!
Compagni, lo SIM, incapace di dare una
risposta politica al processo contro il regime in atto
nel Paese da parte delle forze rivoluzionarie, ha risposto
con l'unica arma che gli rimaneva: la forza bruta del
suo apparato militare. Con la collaborazione attiva dei
berlingueriani, ha dichiarato la guerra controrivoluzionaria
a tutto il proletariato metropolitano.
L'attacco che lo Stato ha sferrato nelle
ultime settimane con perquisizioni, fermi e arresti indiscriminati,
tende infatti a colpire non solo le avanguardie che praticano
la lotta armata, ma l'intero movimento di classe. Nonostante
questo attacco repressivo, al quale dobbiamo aggiungere
l'opera sempre più scoperta di polizia antiproletaria,
delatori e spie da parte dei revisionisti del PCI, è
cresciuta nelle fabbriche l'opposizione operaia allo SIM
e alla politica collaborazionista dei berlingueriani e,
nel contempo, è continuata l'iniziativa del MPRO
e delle organizzazioni rivoluzionarie contro i covi e
gli uomini della DC, della Confindustria, dell'apparato
militare, approfondendo e dando risalto al processo contro
il regime. Per questo oggi più che mai, non bisogna
spaventarsi della ferocia repressiva dello Stato e tanto
meno fermarsi a contemplare i successi dell'iniziativa
rivoluzionaria, ma bisogna mobilitarsi a estendere a approfondire
l'iniziativa armata contro i centri politici, economici,
militari dello SIM, concentrare l'attacco sulle strutture
e gli uomini che ne sono i fondamentali portatori, disarticolare
a tutti i livelli i progetti delle multinazionali imperialiste.
Ma se è necessario sviluppare l'iniziativa armata,
è altresì fondamentale organizzarsi! È
fondamentale realizzare quei salti politici e organizzativi
che la guerra di classe impone, costruire la direzione
del MPRO, assumersi la responsabilità di guidarlo,
costruire in sostanza il Partito Comunista Combattente.
Portare l'attacco allo Stato Imperialista delle Multinazionali.
Estendere ed intensificare l'iniziativa armata contro
i centri, gli uomini della controrivoluzione Imperalista.
Unificare il Movimento Rivoluzionario costruendo il Partito
Comunista Combattente. Per il Comunismo.